4 anni fa
TFA (Trade Facilitation Agreement): il nuovo trattato WTO sul commercio internazionale
Dopo un percorso di quasi quattro anni, il 22 febbraio 2017 è entrato in vigore il Trade Facilitation Agreement noto come TFA (qui per scaricare): “il più grande accordo mai raggiunto nella storia del WTO” secondo le parole di Roberto Azevedo, Direttore-Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organisation - WTO). Storia In occasione della Conferenza di Bali del dicembre 2013 del WTO, i ministri hanno concordato il testo del TFA. Il 27 novembre 2014, i Paesi del WTO hanno adottato il relativo protocollo e, contestualmente, è entrato in funzione il TFA Facility, organismo costituito dal WTO per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad implementare il TFA. Il 22 febbraio 2017, dopo la ratifica da parte dei due terzi dei Paesi WTO, il TFA è entrato in vigore nei Paesi elencati qui. L’Unione Europea, con effetto per i Paesi UE, ha ratificato il trattato il 5 ottobre 2015. Finalità e contenuti Il TFA ha lo scopo di rendere più veloci e meno costosi la movimentazione, il trasporto e la consegna dei beni nel commercio internazionale. Per fare ciò, il TFA interviene sui passaggi doganali alle frontiere introducendo previsioni volte a: rendere facilmente disponibili in Internet per ogni Paese le procedure (inclusi normativa, tempi e costi) inerenti importazione ed esportazione dei beni;semplificare e standardizzare i controlli doganali;favorire la cooperazione tra dogane e tra imprese e dogane. IL TFA è strutturato in tre sezioni. Sezione I: disposizioni per velocizzare le operazioni doganali (ad esempio semplificazioni procedure esistenti, introduzione di procedure standard internazionali, liberazione dei beni prima della determinazione di costi e tasse doganali);disposizioni per la cooperazione tra dogane;disposizioni per la cooperazione tra dogana e imprese (particolarmente interessante lo strumento del “advance ruling”). Sezione II: disposizioni inerenti le modalità e le tempistiche di implementazione del TFA nei Paesi in via di sviluppo. Sezione III: costituzione di un Comitato permanente presso il WTO e in ogni Paese membro per il monitoraggio dell’implementazione e degli effetti del TFA. Impatti IL WTO ha prodotto un fact sheet da cui emergono i seguenti dati: 14,3% di riduzione media globale dei costi con Paesi africani e in via di sviluppo;47% di riduzione media del tempo per importazione;91% di riduzione media del tempo per esportazione;2,7% di crescita annua globale export;0,5% crescita annua PIL globale. Secondo il WTO, i Paesi in via di sviluppo beneficeranno in media di più dei Paesi sviluppati. Sull’Autore: Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) si occupa di internazionalizzazione e di innovazione delle imprese.
5 anni fa
Incoterms: la regola FOB per il trasporto via mare
Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle regole Incoterms ® 2010. Sono già stati pubblicati il post introduttivo e quelli dedicati alle regole Incoterms ® EXW, FCA, CPT, CIP, DAT, DAP, DDP, FAS. LA REGOLA INCOTERMS ® FOB Con la regola Incoterms® FOB (Free On Board / Franco A Bordo), molto simile alla regola FAS già analizzata, il venditore adempie all’obbligo della consegna mettendo il bene a bordo della nave designata dal compratore nel punto di caricazione indicato dal compratore nel porto di imbarco. Inoltre, il venditore è tenuto a sdoganare il bene all’esportazione. Rischi e spese concernenti il bene passano dal venditore al compratore al momento della consegna, pertanto è opportuno indicare nel modo più preciso possibile il punto specifico di caricazione. Inoltre, qualora il compratore non abbia indicato il punto di caricazione, il venditore può scegliere il punto per lui più comodo nell’ambito del porto di imbarco. Questa regola può essere applicata solo ai trasporti marittimi e su vie d’acqua interne. OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE Le principali obbligazioni in capo al venditore secondo la regola Incoterms ® FOB sono le seguenti: sostenere perdita, danni e spese inerenti il bene fino alla consegna; consegnare il bene entro la/alla data prevista; consegnare il bene mettendolo a bordo della nave designata dal compratore nel punto di caricazione indicato dal compratore nel porto di imbarco; fornire prova dell’avvenuta consegna; fornire assistenza al compratore per l’ottenimento di un documento di trasporto; sostenere le spese per le operazioni di controllo necessarie per la consegna del bene disposte dal Paese di esportazione; informare il compratore dell’avvenuta consegna o dell’omesso ritiro da parte della nave; fornire la fattura commerciale; ottenere, a proprie spese, la licenza e ogni autorizzazione ufficiale per l’esportazione; compiere, a proprie spese, ogni formalità doganale per l’esportazione; sostenere le spese di ispezione per l’esportazione; curare l’imballaggio del bene. Il venditore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di trasporto. Tuttavia, su richiesta del compratore o se è d’uso, il venditore è tenuto a sottoscrivere un contratto di trasporto a rischio e spese del compratore. Il venditore non ha alcun obbligo di stipulare un contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE Le principali obbligazioni in capo al compratore secondo la regola Incoterms ® FOB sono le seguenti: prendere in consegna il bene al momento della consegna nei modi e tempi pattuiti; sostenere rischi di perdita e danni del bene, nonché le spese, a partire dalla consegna; sostenere rischi e spese conseguenti qualora: non comunichi il nome della nave e il punto di caricazione; la nave designata non arrivi in tempo, non prenda in consegna il bene o concluda le operazioni di carico prima del tempo comunicato dal compratore; pagare il prezzo del bene; fornire le informazioni necessarie per le formalità di esportazione; ottenere, a proprie spese, i documenti per l’importazione e per il trasporto in ogni altro paese; espletare, a proprie spese, le formalità doganali di importazione; stipulare il contratto di trasporto dal porto di imbarco convenuto e sostenerne i costi; sostenere i costi per le ispezioni obbligatorie sul bene con l’eccezione di quelle per l’esportazione. Il compratore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di assicurazione. ASPETTI CRITICI I lettori più attenti si saranno già resi conto che la Regola Incoterms ® FOB si distingue dalla regola FAS solo per quanto concerne il momento della consegna: nella prima, la consegna avviene caricando la merce sulla nave; nella seconda ipotesi, mettendo il bene sottobordo della nave. Pertanto, rimando al precedente post dedicato alla regola FAS per l'analisi degli aspetti critici della regola FOB e quindi : applicazione esclusiva al trasporto via mare o vie d’acqua interna; utilizzo della regola FCA in sostituzione; vendite a catena e concetto di “procurare merci già consegnate”. Tra due settimane parleremo della Regola Incoterms ® CFR. Quali esperienze avete avuto con le regole FAS e FOB? Raffaele Battaglini (LL.M. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione delle imprese, operazioni societarie e start-up innovative.
5 anni fa
Incoterms: la regola FAS e il trasporto via mare
Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle regole Incoterms ® 2010. Sono già stati pubblicati il post introduttivo e quelli dedicati alle regole Incoterms ® EXW, FCA, CPT, CIP, DAT, DAP, DDP. LA REGOLA INCOTERMS ® FAS Con la regola Incoterms® FAS (Free Alongside Ship / Franco Lungo Bordo), il venditore adempie all’obbligo della consegna mettendo il bene sottobordo della nave designata dal compratore nel punto di caricazione indicato dal compratore nel porto di imbarco. Inoltre, il venditore è tenuto a sdoganare il bene all’esportazione. Rischi e spese concernenti il bene passano dal venditore al compratore al momento della consegna, pertanto è opportuno indicare nel modo più preciso possibile il punto specifico di caricazione. Inoltre, qualora il compratore non abbia indicato il punto di caricazione, il venditore può scegleire il punto per lui più comodo nell’ambito del porto di imbarco. Questa regola può essere applicata solo ai trasporti marittimi e su vie d’acqua interne. OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE Le principali obbligazioni in capo al venditore secondo la regola Incoterms ® FAS sono le seguenti: sostenere perdita, danni e spese inerenti il bene fino alla consegna;consegnare il bene entro la/alla data prevista;consegnare il bene mettendolo sottobordo la nave designata dal compratore nel punto di caricazione indicato dal compratore nel porto di imbarcofornire prova dell’avvenuta consegna;fornire assistenza al compratore per l’ottenimento di un documento di trasporto;sostenere le spese per le operazioni di controllo necessarie per la consegna del bene disposte dal Paese di esportazione;informare il compratore dell’avvenuta consegna o dell’omesso ritiro da parte della nave;fornire la fattura commerciale;ottenere, a proprie spese, la licenza e ogni autorizzazione ufficiale per l’esportazione;compiere, a proprie spese, ogni formalità doganale per l’esportazione;sostenere le spese di ispezione per l’esportazione;curare l’imballaggio del bene. Il venditore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di trasporto. Tuttavia, su richiesta del compratore o se è d’uso, il venditore è tenuto a sottoscrivere un contratto di trasporto a rischio e spese del compratore. Il venditore non ha alcun obbligo di stipulare un contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE Le principali obbligazioni in capo al compratore secondo la regola Incoterms ® FAS sono le seguenti: prendere in consegna il bene al momento della consegna nei modi e tempi pattuiti; sostenere rischi di perdita e danni del bene, nonché le spese, a partire dalla consegna;sostenere rischi e spese conseguenti qualora: non comunichi il nome della nave e il punto di caricazione la nave designata non arrivi in tempo, non prenda in consegna il bene o concluda le operazioni di carico prima del tempo comunicato dal compratore; pagare il prezzo del bene;fornire le informazioni necessarie per le formalità di esportazione;ottenere, a proprie spese, i documenti per l’importazione e per il trasporto in ogni altro paese;espletare, a proprie spese, le formalità doganali di importazione;stipulare il contratto di trasporto dal porto di imbarco convenuto e sostenerne i costi;sostenere i costi per le ispezioni obbligatorie sul bene con l’eccezione di quelle per l’esportazione. Il compratore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di assicurazione. PUNTI DI ATTENZIONE La Regola Incoterms ® FAS è una delle quattro dedicate esclusivamente al trasporto via mare o via d’acqua interna. Ogniqualvolta il trasporto non è eseguito in tal modo, è fortemente consigliato usare le altre regole. In particolare, la Regola Incoterms ® FCA è l’equivalente della regola FAS. Quando il bene è posto in container, solitamente la consegna avviene al vettore presso un terminal, pertanto in tal caso si dovrebbe usare FCA e non FAS. Date le evidenti somiglianze tra le due regole, rimando al post dedicato alla regola FCA per ulteriori considerazioni pratiche. Nelle compravendite di materie prime o prodotti di base, spesso vi sono vendite a catena o multiple durante il viaggio stesso. Pertanto i venditori di mezzo non possono tecnicamente adempiere all’obbligo di consegna del bene. per questo motivo, si utilizza il concetto di “procurare merci già consegnate”. Vi aspetto tra due settimane per l’articolo dedicato alla regola Incoterms ® FOB, sempre dedicata al trasporto via mare/acqua. Raffaele Battaglini (LL.M. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione delle imprese, operazioni societarie e start-up innovative.
5 anni fa
Trasporto merci: nave o treno? Uno sguardo al futuro
BRIEF GLOBAL MARKET ANALYSIS 2/2016 Trasporto merci: via nave o via treno? Uno sguardo al futuro (e alla Cina) La geografia è la base dell’economia e della strategia aziendale. Dove spedire, quanto costa, quali vantaggi dall’uno o dall’altro vettore? Il trasporto via treno consente una maggiore velocità di trasporto per un medio quantitativo di merce a fronte di un costo medio. Premia la velocità di trasferimento dei beni e un rischio ridotto. Ma non è il metodo privilegiato di trasporto, proprio a causa dei costi non contenuti e delle capacità volumetriche del trasportato. Il trasporto via nave è quello che sinora si è dimostrato essere il più conveniente, in virtù delle caratteristiche fisiche dell’acqua che consentono un ridotto attrito e alla grande capacità di trasporto dei vettori. Non è il metodo più veloce, ma è quello che garantisce il trasferimento di beni in grandi quantità e alle più lunghe distanze; in particolare per i beni prodotti o lavorati da grandi industrie, come l’acciaio e i prodotti petrolchimici. Per contro, la costruzione, il mantenimento e lo sviluppo di canali, porti e infrastrutture richiede l’investimento di grandi capitali. Ma nel complesso è il mezzo di trasferimento merci più conveniente. Ma qualcosa sta cambiando Si evolve il mercato, la tecnologia, i prodotti… e con essi – e grazie a essi – anche i mezzi per trasportarli. La quantità di merci che da una parte all’altra del globo si muovono quotidianamente è in crescita progressiva; mai come ai nostri giorni il mercato ha avuto la possibilità di coinvolgere un numero tanto ampio di luoghi e persone. Un trend che è destinato ad aumentare nel prossimo futuro. Quali i fattori influenti e gli elementi dinamici di cui dover tener conto per il domani ormai prossimo? In primo luogo un fattore di tipo “naturale”: il global warming. Un mutamento climatico che sta aprendo un nuovo e sempre più interessante “passaggio a Nord-Est”: dal Nord Europa, verso le penisole artiche, la Siberia, all’Asia sud-orientale. Il vantaggio? La riduzione di due terzi del percorso (e dunque dei costi) sinora interessante gli stretti di Gibilterra, Malacca e Suez (quest’ultimo appena raddoppiato). Un tratto commerciale, quello di Nord-Est, oggi percorribile per pochi mesi l’anno a causa del ghiaccio, ma l’andamento climatico gioca a favore di questa opzione… e a sfavore dei traffici marittimi attraverso il Mediterraneo – attualmente il 20 percento del totale dei trasporti via nave. Di questo si dovrà tener conto. Ma un elemento in particolare, che è in grado di modificare l’economia degli spostamenti di merci, è rappresentato dalla rivoluzione del trasporto ferroviario, preferibile a quello stradale. L’esempio più significativo è rappresentato dalla Nuova Transiberiana, che unisce la Cina (città di Chongqing) alla Germania (Duisburg) in due settimane (e anche meno se i tempi doganali venissero ridotti). A questa opzione si uniscono altre ipotesi di progetti ferroviari, come l’alta velocità Pechino-Mosca; un progetto, con un capitale di 100 miliardi di dollari finanziato per lo più dalla cinese Asian Infrastructure Investment Bank, di cui fa parte anche l’Italia. In Sud America, un’altra iniziativa in cui la Cina cercherà di ricoprire il ruolo di attore principale è quella della ferrovia transcontinentale che dovrebbe collegare Cile, Perù e Colombia; un progetto da 50 miliardi di euro che, una volta ultimato, stravolgerà l’infrastruttura sudamericana dei trasporti di merci collegando via terra le due coste continentali (eliminando così di fatto il trasporto via mare). A questa si sommerebbe l’iniziativa di collegamento in Colombia volta a unire la costa pacifica con quella Atlantica… a svantaggio ovviamente dei transiti marittimi attraverso il canale di Panama (attualmente in fase di raddoppio con il coinvolgimento di Stati Uniti e, tra gli altri, anche l’Italia). E dopo l’Asia e il Sud-America, è la volta dell’Africa orientale. Qui, sempre la Cina è intenzionata ad avviare un progetto per collegare Uganda, Ruanda, Burundi e Sud Sudan; un progetto finanziato dalla Exim Bank of China e dedicato prevalentemente al trasporto di merci. Dunque, guardando avanti, si intravede un confronto acceso tra trasporto navale e trasporto ferroviario. Costi di trasporto e velocità: i due fattori dinamici in grado di influire sul successo o l’insuccesso di una o entrambe le opzioni. E come sempre, il mercato deciderà quale opzione sia la migliore, o quella più opportuna… ma una cosa è bene ricordare, ossia che l’elemento dinamico rimane lo stesso, e parla cinese. Brief Global Market Analysis di Claudio Bertolotti ha l’ambizione di rispondere alle necessità degli imprenditori che guardano al mercato globale in ricerca di importanti opportunità.
5 anni fa
Regola Incoterms DDP: il problema dell’importazione
Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle regole Incoterms ® 2010. Sono già stati pubblicati il post introduttivo e quelli dedicati alle regole Incoterms ® EXW, FCA, CPT, CIP, DAT e DAP. LA REGOLA INCOTERMS ® DDP Con la regola Incoterms ® DDP (Delivered Duty Paid/Reso Sdoganato), il venditore adempie all’obbligo di consegna mettendo il bene a disposizione del compratore, sul mezzo di trasporto di arrivo, già sdoganato all'importazione e pronto per la scaricazione nel luogo concordato. Il venditore è responsabile della gestione di esportazione, trasporto e importazione. Le spese per il trasporto fino al luogo di destinazione convenuto sono a carico del venditore. Questa regola può essere applicata a qualunque tipo di trasporto. OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE Le principali obbligazioni in capo al venditore secondo la regola Incoterms ® DDP sono le seguenti: sostenere perdita, danni e spese inerenti il bene fino alla consegna;consegnare il bene entro la/alla data prevista;consegnare il bene, pronto per la scaricazione, sul mezzo di trasporto nel luogo di destinazione concordato;stipulare il contratto di trasporto fino al luogo di destinazione;sostenere le spese di trasporto fino al luogo di destinazione;sostenere le spese di scaricazione nel luogo di destinazione se previste nel contratto di trasporto;fornire un documento che consenta al compratore di prendere in consegna il bene;sostenere le spese per le operazioni di controllo necessarie per la consegna del bene;fornire la fattura commerciale;ottenere, a proprie spese, la licenza e ogni autorizzazione ufficiale per l’esportazione e per l'importazione, nonché per il trasporto attraverso ogni altro paese fino alla consegna;compiere, a proprie spese, ogni formalità doganale per l’esportazione e per l'importazione,  incluso il pagamento dell’IVA e tasse per l'importazione;sostenere le spese di ispezione disposte dal Paese di esportazione e dal Paese di importazione;curare l’imballaggio del bene. Il venditore non ha alcun obbligo di stipulare un contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE Le principali obbligazioni in capo al compratore secondo la regola Incoterms ® DDP sono le seguenti: prendere in consegna il bene nel luogo concordato; sostenere rischi di perdita e danni del bene a partire dalla consegna;curare la scaricazione del bene nel luogo di consegnasostenere le spese di scaricazione nel luogo di consegna se non sono a carico del venditore in base al contratto di trasporto; pagare il prezzo del bene;fornire le informazioni necessarie per le formalità di esportazione e di importazione. Il compratore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di assicurazione. RAPPORTI CON LA REGOLA INCOTERMS ® DAP L’unica differenza tra le regole DDP e DAP è l’obbligo del venditore a curare lo sdoganamento all'importazione del bene. La regola Incoterms ® DDP rappresenta infatti quella più gravosa per il venditore. Pertanto, è decisamente sconsigliato applicare la regola DDP se il venditore non è in grado di gestire l'importazione, attività che solitamente il compratore può svolgere in modo più preciso ed efficiente. In altre parole, la regola DDP è certamente quella che riduce al minimo gli impegni del compratore ma non per forza anche i rischi. Infatti, in talune giurisdizioni, le tasse locali, come l'IVA, possono essere pagate solo da soggetti residenti e questo renderebbe sostanzialmente impossibile per il venditore adempiere secondo la regola DDP e per il compratore ricevere il bene. Inoltre, qualora il venditore non pagasse le tasse di importazione o le pagasse in modo insufficiente, le autorità doganali potrebbero richiedere al compratore stesso il versamento (molto interessante sul punto una recente decisione di un Tribunale australiano)  Per quanto concerne le ulteriori criticità (passaggio dei rischi e danni in fase di trasporto), rimando ai precedenti post sulle regole DAT e DAP. ****** Dal prossimo post inizieremo a vedere le quattro regole Incoterms ® dedicate esclusivamente al trasporto via acqua. La prima sarà la regola Incoterms FAS. Avete mai consegnato o ricevuto un bene DDP? Che esperienze avete avuto con la gestione dell’importazione? Raffaele Battaglini (LL.M. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione delle imprese, operazioni societarie e start-up innovative.
5 anni fa
Regola Incoterms DAP: cosa è e come funziona
Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle regole Incoterms ® 2010. Sono già stati pubblicati il post introduttivo e quelli dedicati alle regole Incoterms® EXW, FCA, CPT, CIP e DAT. LA REGOLA INCOTERMS ® DAP Con la regola Incoterms ® DAP (Delivered At Place/Reso Al Luogo di Destinazione), il venditore adempie all’obbligo di consegna mettendo il bene a disposizione del compratore sul mezzo di trasporto di arrivo pronto per la scaricazione nel luogo concordato. Il venditore è responsabile della gestione di esportazione e trasporto. Le spese per il trasporto fino al luogo di destinazione convenuto sono a carico del venditore. Questa regola può essere applicata a qualunque tipo di trasporto. OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE Le principali obbligazioni in capo al venditore secondo la regola Incoterms ® DAP sono le seguenti: sostenere perdita, danni e spese inerenti il bene fino alla consegna;consegnare il bene entro la/alla data prevista;consegnare il bene, pronto per la scaricazione, sul mezzo di trasporto nel luogo di destinazione concordato;stipulare il contratto di trasporto fino al luogo di destinazione;sostenere le spese di trasporto fino al luogo di destinazione;sostenere le spese di scaricazione nel luogo di destinazione se previste nel contratto di trasporto;fornire un documento che consenta al compratore di prendere in consegna il bene;sostenere le spese per le operazioni di controllo necessarie per la consegna del bene;fornire la fattura commerciale;ottenere, a proprie spese, la licenza e ogni autorizzazione ufficiale per l’esportazione e per il trasporto attraverso ogni altro paese fino alla consegna;compiere, a proprie spese, ogni formalità doganale per l’esportazione;sostenere le spese di ispezione disposte dal Paese di esportazione;curare l’imballaggio del bene. Il venditore non ha alcun obbligo di stipulare un contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE Le principali obbligazioni in capo al compratore secondo la regola Incoterms ® DAP sono le seguenti: prendere in consegna il bene nel luogo concordato; sostenere rischi di perdita e danni del bene a partire dalla consegna;curare la scaricazione del bene nel luogo di consegnasostenere le spese di scaricazione nel luogo di consegna se non sono a carico del venditore in base al contratto di trasporto; pagare il prezzo del bene;fornire le informazioni necessarie per le formalità di esportazione;ottenere, a proprie spese, i documenti per l’importazione e per il trasporto in ogni altro paese dopo la consegna;espletare, a proprie spese, le formalità doganali di importazione;sostenere spese e assumere i rischi qualora non ottenga i documenti per l’importazione;sostenere i costi per le ispezioni obbligatorie sul bene con l’eccezione di quelle disposte dal Paese di esportazione. Il compratore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di assicurazione. RAPPORTI CON LA REGOLA INCOTERMS ® DAT La differenze fondamentale tra le regola DAT e DAP è la consegna: nella regola DAT, la consegna avviene con la scaricazione del bene presso il terminal; nella regola DAP, la consegna richiede uno sforzo ulteriore da parte del venditore, ossia il trasferimento del bene dal terminal ad altro mezzo di trasporto fino al luogo di consegna ma il bene non deve essere scaricato. Similmente alla regola DAT, i rischi sul bene sono in capo al venditore fino alla consegna. Anche in questo caso, quindi, si consiglia di: indicare con precisione il punto di consegna nell’ambito del luogo di destinazione;sottoscrivere un’assicurazione per i danni causati al bene durante il trasporto;porre attenzione se il luogo di destinazione è collocato dopo i controlli di importazione. Per approfondimenti su queste criticità, vi rimando al precedente post sulla regola Incoterms ® DAT. RAPPORTI CON LE REGOLE INCOTERMS ® 2000 DAF, DES, DEQ, DDU Le regole DAT e DAP hanno sostituito le regole Incoterms ® 2000 DAF, DES, DEQ e DDU. In modo semplificato si può affermare che: la regola DAT sostituisce la regola DEQ (bene scaricato);la regola DAP sostituisce le regole DAF, DES e DDU (bene pronto per la scaricazione). Tuttavia, suggerisco un’analisi del caso specifico per individuare in concreto la regola Incoterms ® 2010 più appropriata in sostituzione di quelle del 2000 che eravate abituati a usare. ****** Nel prossimo post affronteremo la Regola Incoterms ® DDP che pone a carico del venditore l’obbligo di gestire l’importazione del bene. Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione delle imprese, operazioni societarie e start-up innovative.
5 anni fa
Incoterms: le criticità per il venditore nella regola DAT
Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle regole Incoterms ® 2010. Sono già stati pubblicati il post introduttivo e quelli dedicati alle regole Incoterms ® EXW, FCA, CPT e CIP. LA REGOLA INCOTERMS ® DAT Con la regola Incoterms ® DAT (Delivered At Terminal/Reso Al Terminal), il venditore si impegna a consegnare il bene presso un terminal nell’ambito di un porto o altro luogo concordato, occupandosi di gestirne esportazione e trasporto. Il rischio per perdita e danni del bene passa al compratore quando il venditore mette il bene, scaricato dall’ultimo mezzo di trasporto, a disposizione del compratore nel terminal, dove per “terminal” si deve intendere un qualunque luogo aperto o chiuso (ad esempio banchina, magazzino, aeroporto). Le spese per il trasporto fino al terminal sono a carico del venditore. Questa regola può essere applicata a qualunque tipo di trasporto. OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE Le principali obbligazioni in capo al venditore secondo la regola Incoterms ® DAT sono le seguenti: sostenere perdita, danni e spese inerenti il bene fino alla consegna;consegnare il bene entro la/alla data prevista;consegnare il bene, scaricato dall’ultimo mezzo di trasporto, nel terminal nel porto o nel luogo di destinazione concordato;stipulare il contratto di trasporto fino al terminal nel luogo di destinazione;sostenere le spese di trasporto fino al terminal;fornire un documento che consenta al compratore di prendere in consegna il bene;sostenere le spese per le operazioni di controllo necessarie per la consegna del bene;fornire la fattura commerciale;ottenere, a proprie spese, la licenza e ogni autorizzazione ufficiale per l’esportazione e per il trasporto attraverso ogni altro paese fino alla consegna;compiere, a proprie spese, ogni formalità doganale per l’esportazione;sostenere le spese di ispezione disposte dal Paese di esportazione;curare la scaricazione del bene nel terminal;curare l’imballaggio del bene. Il venditore non ha alcun obbligo di stipulare un contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE Le principali obbligazioni in capo al compratore secondo la regola Incoterms ® DAT sono le seguenti: prendere in consegna il bene presso il terminal del porto o del luogo concordato; sostenere rischi di perdita e danni del bene a partire dalla consegna;pagare il prezzo del bene;fornire le informazioni necessarie per le formalità di esportazione;ottenere, a proprie spese, i documenti per l’importazione e per il trasporto in ogni altro paese dopo la consegna;espletare, a proprie spese, le formalità doganali di importazione;sostenere spese e assumere i rischi qualora non ottenga i documenti per l’importazione;sostenere i costi per le ispezioni obbligatorie sul bene con l’eccezione di quelle disposte dal Paese di esportazione. Il compratore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di assicurazione. ASPETTI CRITICI Come detto, i rischi sul bene sono in capo al venditore fino alla consegna presso il terminal. A tutela di entrambe le parti, è opportuno indicare con precisione non solo il terminal ma anche il punto di consegna nell’ambito del terminal stesso affinché sia individuato con chiarezza il momento di trasferimento di rischi e spese. Quindi, ad esempio, è opportuna una dizione del seguente tenore: DAT New York JFK Airport Cargo Area B Incoterms ® 2010. In assenza di tali indicazioni, il venditore potrà scegliere, nell’ambito del terminal, il punto per sé più comodo per effettuare la consegna. La criticità più grande per il venditore è rappresentata da danni causati al bene durante il trasporto, per i quali è il solo responsabile verso il compratore. In tale evento, il venditore potrebbe non essere in grado di adempiere al proprio obbligo di consegna. Pertanto, è opportuno che il venditore si tuteli prevedendo apposite clausole di forza maggiore o di impossibilità sopravvenuta (hardship). Inoltre, sebbene non sia previsto dalla regola DAT, suggerisco che il venditore sottoscriva un adeguato contratto di assicurazione a copertura del rischio trasporto. Ulteriori complicazioni possono sorgere se il terminal è collocato dopo i controlli di importazione. In tale ipotesi il vettore e il compratore devono coordinarsi tra loro con possibili incomprensioni che possono avere un impatto negativo sulla consegna e, in ultima analisi, sul rapporto tra venditore e compratore. ****** Per chi fosse interessato a un approfondimento più in generale sulle regole del gruppo D, in attesa dell’uscita dei due prossimi post (DAP e DDP), suggerisco questo link. Intanto, aspetto di leggere nei commenti qui sotto le vostre esperienze con la regola Incoterms ® DAT. Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione delle imprese, operazioni societarie e start-up innovative.
5 anni fa
Incoterms CIP: i pericoli del contratto di assicurazione
Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle regole Incoterms® 2010. Sono già stati pubblicati il post introduttivo e quelli dedicati alle regole Incoterms ® EXW, FCA e CPT. LA REGOLA INCOTERMS CIP Con la regola Incoterms ® CIP (Carriage and Insurance Paid To/Trasporto e Assicurazione Pagati Fino A), il venditore assume quattro obblighi: consegnare il bene al vettore o ad altro soggetto designato dal venditore stesso;sdoganare il bene all’esportazione;gestire il trasporto del bene;sottoscrivere il contratto di assicurazione sul bene. Il rischio per perdita e danni del bene passa al compratore quando il venditore consegna il bene al vettore o ad altro soggetto designato dal venditore stesso nel luogo di consegna concordato. Le spese per il trasporto e di assicurazione sono a carico del venditore fino al luogo di consegna. Questa regola può essere applicata a qualunque tipo di trasporto. Rinvio L’obbligo del venditore di sottoscrivere il contratto di assicurazione è l’elemento che differenzia la regola Incoterms ® CIP dalla regola CPT. Pertanto rimando al precedente post, che ha avuto a oggetto proprio la regola CPT, per le riflessioni concernenti le prime tre obbligazioni sopra elencate. Nel presento articolo, infatti, mi concentrerò solo sulle criticità derivanti dall’obbligo di sottoscrizione del contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE Le principali obbligazioni in capo al venditore secondo la regola Incoterms ® CIP sono le seguenti: sostenere perdita, danni e spese inerenti il bene fino alla consegna;consegnare il bene entro la/alla data prevista;consegnare il bene nelle mani del vettore o di altro soggetto designato dal venditore stesso nel punto preciso del luogo concordato;stipulare il contratto di trasporto fino al punto preciso del luogo di destinazione;sostenere le spese di trasporto fino al punto preciso del luogo di destinazione;su richiesta del compratore, fornire il documento di trasporto;stipulare un contratto di assicurazione sul bene per perdita o danni durante il trasporto;sostenere le spese di assicurazione;sostenere le spese per le operazioni di controllo necessarie per la consegna del bene;informare il compratore dell’avvenuta consegna del bene al vettore;fornire la fattura commerciale;ottenere, a proprie spese, la licenza e ogni autorizzazione ufficiale per l’esportazione e per il trasporto attraverso ogni altro paese fino alla consegna;compiere, a proprie spese, ogni formalità doganale per l’esportazione;sostenere le spese di ispezione disposte dal Paese di esportazione;curare l’imballaggio del bene. Il venditore non ha alcun obbligo di stipulare un contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE Le principali obbligazioni in capo al compratore secondo la regola Incoterms ® CIP sono le seguenti: prendere in consegna il bene nel luogo di destinazione pattuito;sostenere rischi di perdita e danni del bene a partire dalla consegna;sostenere i costi inerenti il trasporto e la scaricazione del bene che no siano a carico del venditore in base al contratto di trasporto;pagare il prezzo del bene;fornire le informazioni necessarie per le formalità di esportazione;sostenere le spese per un’assicurazione integrativa;ottenere, a proprie spese, i documenti per l’importazione e per il trasporto in ogni altro paese dopo la consegna;espletare, a proprie spese, le formalità doganali di importazione;sostenere i costi per le ispezioni obbligatorie sul bene con l’eccezione di quelle disposte dal Paese di esportazione. Il compratore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di assicurazione. IL CONTRATTO DI ASSICURAZIONE Come detto, con la regola Incoterms ® CIP, il venditore ha l’obbligo di sottoscrivere un contratto di assicurazione sul bene e ciò solleva elementi di attenzione per entrambe le parti. Il venditore ha l’obbligo di stipulare un’assicurazione con le seguenti caratteristiche: copertura per un valore pari al 110% del prezzo del bene;copertura conforme alle Clausola (C) dell’Institute Cargo Clauses;compagnia di assicurazione di buona reputazione;azione diretta del compratore verso l’assicuratore. La criticità, dal punto di vista del compratore, è la minima copertura dell’assicurazione in quanto la Clausola (C) dell’Institute Cargo Clause copre solo i rischi base (ad esempio incendio, esplosione, ribaltamento e deragliamento). Qualora il compratore desideri una copertura più ampia, dovrà fornire al venditore le informazioni necessarie, nonché sostenere i relativi costi, per un’assicurazione integrativa. In tale ipotesi, a seconda delle necessità concrete, si potranno applicare le Clausole (A) o (B) dell’Institute Cargo Clauses, le coperture dell’Institute War Clauses o quelle dell’Institute Strike Clauses. Le versioni in italiano delle menzionate clausole assicurative sono disponibili a questo link. ****** Avete esperienze da condividere sull’applicazione della regola Incoterms ® CIP? Vi aspetto tra due settimane per il primo post relativo al gruppo D delle regole Incoterms®. Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione delle imprese, operazioni societarie e start-up innovative.