4 anni fa
Diritto dell’informatica: compliance contrattuale delle piattaforme digitali
[Evento] Le attività imprenditoriali sono sempre più spostate sul mondo digitale e, di conseguenza, anche il diritto dell'informatica aumenta la propria rilevanza. Soprattutto se si considerano le numerose sfaccettature di questa branca del diritto che continua a restare appannaggio di un numero ristretto di operatori del settore. Solo per citare i temi più diffusi: contrattualistica online, privacy, rapporti con fornitore hosting e web developer, diritto d'autore, tutela del marchio. In questa cornice di innovazione, la start-up legaltech 4cLegal organizza il convegno "Diritto dell'informatica: temi di attualità del business online" che si terrà il 9 maggio 2017 a Milano presso Spazio Chiossetto. Scaricate qui la brochure. Questo evento vedrà anche la nostra partecipazione con l'intervento dell'Avv. Raffaele Battaglini dal titolo: "Compliance contrattuale online B2B e B2C delle piattaforme tecnologiche" Un tema di assoluta attualità in linea con gli argomenti usualmente affrontati dallo Studio d'Avvocati Battaglini-De Sabato quali start-up innovative, equity crowdfunding, stampa 3D, blockchain, smart contracts, droni e Industry 4.0. Il convegno, dedicato alle imprese, è gratuito: per iscrizioni, scrivere a info@4clegal.com.
4 anni fa
#LegalHack Droni: innovazione dalle molteplici applicazioni
[Evento] I Droni, nati come tecnologia innovativa per scopi militari, hanno visto un crescente utilizzo nei settori industriale e civile. I Droni, che possono pesare decine di grammi come decine di chili, si prestano a innumerevoli applicazioni quali: ispezioni industriali nei settori petrolio, gas ed energia;ispezioni agricoli inerenti le piantagioni;operazioni di soccorso in caso di calamità naturale;controllo della qualità sorveglianza;ricerche scientifiche in luoghi difficilmente raggiungibili;fotografia e video aerea;logistica; il tutto con grande riduzione di costi e tempi di esecuzione, e minor rischio per la vita umana. L'innovazione tecnologica dei Droni, proprio per la sua versatilità e per il grande impatto che avrà sull'economia, è sotto la lente di ingrandimento della UE. Dopo aver lasciato alle authorities nazionali (in Italia ENAC) il compito di regolamentare l'uso dei Droni a fini civili, la UE ha infatti deciso di emanare a breve un Regolamento per favorire un mercato unico europeo dei Droni. Il quadro giuridico, a oggi, è frammentato e poco chiaro, ma sembra quindi che nei prossimi mesi la UE farà passi avanti per posizionarsi nel panorama internazionale come un punto di riferimento in questo nuovo settore industriale. Evento: Droni Il 12  dicembre ore 18.00 presso Talent Garden Torino, il co-working dell’innovazione, la community Legal Hackers, formata da giuristi, innovatori e startupper, si incontrerà per affrontare il fenomeno dei Droni in Italia e all'estero con focus sugli aspetti imprenditoriali, soprattutto per il settore immobiliare e delle ispezioni industriali, e giuridici. Un'occasione informale per discutere insieme di una fondamentale innovazione. Iscrivetevi gratuitamente all’evento tramite Facebook o MeetUp. Processed with MOLDIV
5 anni fa
#LegalHack Stampa 3D: l’innovazione che rivoluziona la manifattura
La stampa 3D è una delle attuali tecnologie innovative maggiormente oggetto di attenzione per via delle importanti ripercussioni che sta avendo e avrà sulla manifattura. La stampa 3D può infatti cambiare radicalmente il modo di pensare e realizzare la produzione sotto molteplici punti di vista quali: nuovi modelli di business;utilizzo di nuovi materiali;efficiente gestione delle materie prime;filiera distributiva corta;prototipazione rapida;produzione su richiesta;serie limitate a basso costo. Ma, forse, l'aspetto più rivoluzionario è la personalizzazione di massa: la fusione tra produzione di massa standardizzata a basso costo e la sartorializzazione dei prodotti costosa e limitata. La stampa 3D è, a ragione, una delle tecnologie fondamentali del fenomeno Industry 4.0, la quarta rivoluzione industriale che porterà alla completa digitalizzazione industriale e all'interconnessione dell'intera filiera produttiva (dal fornitore di materie prime al consumatore finale, dalla catena di montaggio ai prodotti finiti). Come ogni nuova tecnologia, la stampa 3D solleva dubbi di applicazione concreta, di sviluppo del business, di natura legale e contrattuale. Dubbi maggiormente sentiti data la continua diffusione a livello B2C e B2B di questa innovazione. Evento: Stampa 3D La stampa 3D è un territorio inesplorato che proveremo a esaminare con la community Legal Hackers il 4 ottobre ore 18.00 presso Talent Garden Torino, il co-working dell'innovazione, in occasione di un incontro informale tra startupper, makers, innovatori e giuristi. Affronteremo temi quali: modelli di business nuovi: vendere file anziché prodotti;effettivo aumento dell'efficienza di costi e tempi di produzione;proprietà intellettuale del file e del prodotto stampabile;tutela della confidenzialità;responsabilità per difetti del file e del prodotto. Potete inviare le vostre domande in anticipo via Twitter o Facebook #LegalHack. Iscrivetevi gratuitamente all'evento tramite la piattaforma MeetUp.
5 anni fa
Incoterms CIP: i pericoli del contratto di assicurazione
Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle regole Incoterms® 2010. Sono già stati pubblicati il post introduttivo e quelli dedicati alle regole Incoterms ® EXW, FCA e CPT. LA REGOLA INCOTERMS CIP Con la regola Incoterms ® CIP (Carriage and Insurance Paid To/Trasporto e Assicurazione Pagati Fino A), il venditore assume quattro obblighi: consegnare il bene al vettore o ad altro soggetto designato dal venditore stesso;sdoganare il bene all’esportazione;gestire il trasporto del bene;sottoscrivere il contratto di assicurazione sul bene. Il rischio per perdita e danni del bene passa al compratore quando il venditore consegna il bene al vettore o ad altro soggetto designato dal venditore stesso nel luogo di consegna concordato. Le spese per il trasporto e di assicurazione sono a carico del venditore fino al luogo di consegna. Questa regola può essere applicata a qualunque tipo di trasporto. Rinvio L’obbligo del venditore di sottoscrivere il contratto di assicurazione è l’elemento che differenzia la regola Incoterms ® CIP dalla regola CPT. Pertanto rimando al precedente post, che ha avuto a oggetto proprio la regola CPT, per le riflessioni concernenti le prime tre obbligazioni sopra elencate. Nel presento articolo, infatti, mi concentrerò solo sulle criticità derivanti dall’obbligo di sottoscrizione del contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE Le principali obbligazioni in capo al venditore secondo la regola Incoterms ® CIP sono le seguenti: sostenere perdita, danni e spese inerenti il bene fino alla consegna;consegnare il bene entro la/alla data prevista;consegnare il bene nelle mani del vettore o di altro soggetto designato dal venditore stesso nel punto preciso del luogo concordato;stipulare il contratto di trasporto fino al punto preciso del luogo di destinazione;sostenere le spese di trasporto fino al punto preciso del luogo di destinazione;su richiesta del compratore, fornire il documento di trasporto;stipulare un contratto di assicurazione sul bene per perdita o danni durante il trasporto;sostenere le spese di assicurazione;sostenere le spese per le operazioni di controllo necessarie per la consegna del bene;informare il compratore dell’avvenuta consegna del bene al vettore;fornire la fattura commerciale;ottenere, a proprie spese, la licenza e ogni autorizzazione ufficiale per l’esportazione e per il trasporto attraverso ogni altro paese fino alla consegna;compiere, a proprie spese, ogni formalità doganale per l’esportazione;sostenere le spese di ispezione disposte dal Paese di esportazione;curare l’imballaggio del bene. Il venditore non ha alcun obbligo di stipulare un contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE Le principali obbligazioni in capo al compratore secondo la regola Incoterms ® CIP sono le seguenti: prendere in consegna il bene nel luogo di destinazione pattuito;sostenere rischi di perdita e danni del bene a partire dalla consegna;sostenere i costi inerenti il trasporto e la scaricazione del bene che no siano a carico del venditore in base al contratto di trasporto;pagare il prezzo del bene;fornire le informazioni necessarie per le formalità di esportazione;sostenere le spese per un’assicurazione integrativa;ottenere, a proprie spese, i documenti per l’importazione e per il trasporto in ogni altro paese dopo la consegna;espletare, a proprie spese, le formalità doganali di importazione;sostenere i costi per le ispezioni obbligatorie sul bene con l’eccezione di quelle disposte dal Paese di esportazione. Il compratore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di assicurazione. IL CONTRATTO DI ASSICURAZIONE Come detto, con la regola Incoterms ® CIP, il venditore ha l’obbligo di sottoscrivere un contratto di assicurazione sul bene e ciò solleva elementi di attenzione per entrambe le parti. Il venditore ha l’obbligo di stipulare un’assicurazione con le seguenti caratteristiche: copertura per un valore pari al 110% del prezzo del bene;copertura conforme alle Clausola (C) dell’Institute Cargo Clauses;compagnia di assicurazione di buona reputazione;azione diretta del compratore verso l’assicuratore. La criticità, dal punto di vista del compratore, è la minima copertura dell’assicurazione in quanto la Clausola (C) dell’Institute Cargo Clause copre solo i rischi base (ad esempio incendio, esplosione, ribaltamento e deragliamento). Qualora il compratore desideri una copertura più ampia, dovrà fornire al venditore le informazioni necessarie, nonché sostenere i relativi costi, per un’assicurazione integrativa. In tale ipotesi, a seconda delle necessità concrete, si potranno applicare le Clausole (A) o (B) dell’Institute Cargo Clauses, le coperture dell’Institute War Clauses o quelle dell’Institute Strike Clauses. Le versioni in italiano delle menzionate clausole assicurative sono disponibili a questo link. ****** Avete esperienze da condividere sull’applicazione della regola Incoterms ® CIP? Vi aspetto tra due settimane per il primo post relativo al gruppo D delle regole Incoterms®. Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione delle imprese, operazioni societarie e start-up innovative.
5 anni fa
2016: le occasioni dei mercati esteri in un clima incerto
Inizia oggi la nuova rubrica mensile di Claudio Bertolotti, esperto in analisi del rischio e delle opportunità e approccio culturale ai mercati esteri. Brief Global Market Analysis, analisi sintetica dell’andamento dei mercati esteri, ha l’ambizione di rispondere alle necessità degli imprenditori che guardano al mercato globale in ricerca di importanti opportunità. Gli scopi di questa analisi sono (i) stimolare la spinta propulsiva della PMI, indicando dove e con quali tempi può essere opportuno investire e trovare opportunità di business, e (ii) fornire quelle necessarie competenza e visione di insieme che sono bagaglio culturale dell’imprenditoria italiana di successo. Il Brief Global Market Analysis è un prodotto, a cadenza mensile, rivolto alla PMI che guarda alle opportunità offerte dai processi di “Internazionalizzazione”. BRIEF GLOBAL MARKET ANALYSIS 1/2016 2016: cogliere le occasioni dei mercati esteri in un clima incerto L’evoluzione dei mercati esteri, fortemente condizionati da dinamiche sociali e di sicurezza, impone di comprenderne gli sviluppi nel breve e nel medio periodo al fine di tutelare i propri investimenti e anticipare trend che possono trasformarsi in opportunità di business. Conoscere tali dinamiche, anticiparne gli sviluppi, analizzare i fattori e avere la capacità di interfacciarsi con consapevolezza e gli adeguati strumenti culturali sono competenze che si intrecciano tra di loro andando a formare quella necessaria e solida base su cui impostare la strategia di impresa verso i mercati esteri al fine di cogliere tutte le opportunità offerte dal processo di internazionalizzazione. Relativamente all’anno appena iniziato, nel complesso, le notizie non sono buone poiché i mercati azionari hanno subito gli effetti delle dinamiche sfavorevoli del 2015 (in particolare, ruolo della Russia, terrorismo, paura per Grecia e Cina, flussi migratori verso l’Europa, calo del prezzo del petrolio). Inoltre, guardando al 2016, è possibile cogliere una serie di segnali che evidenziano la presenza di un accelerato processo di frammentazione del sistema internazionale – che implica anche la modifica e la ridefinizione dei confini statali, e con questo l’accesso ai mercati esteri – e l’ipotesi di una nuova polarizzazione che potrebbe ridurre ulteriormente il livello di sicurezza, effettiva e percepita. Il crollo del prezzo del petrolio – e di 42 principali materie prime su 46 – ha portato ai valori più bassi degli ultimi trent’anni. Ciò sta avendo ricadute sul sistema creditizio e sui pagamenti in valuta estera, in particolare su quei paesi con un’economia a limitata diversificazione (es. Algeria, Indonesia, ecc..) per i quali è valutato come significativo il rischio di crisi economiche e disordini sociali (e dunque a maggiore rischio di investimento per le imprese lì impegnate). Ma ciò non significa chiusura dei mercati esteri, né del business, anzi. Cambiano nel complesso i mercati esteri di riferimento. L’area mediorientale, a causa della guerra in Siria e Iraq, è particolarmente instabile, per quanto, in prospettiva, l’ipotesi di uno Stato curdo (comprendente aree dell’Iraq e della Siria stessa), lasci intuire l’emergere, già in tempi medio-brevi, di opportunità legate al processo di ricostruzione (infrastrutture basilari e strategiche, edilizia abitativa, comunicazioni, ecc..) e al successivo avvio di un’economia nazionale che lascia ben sperare. Parimenti si può valutare per alcuni settori di Siria e Iraq nell’ambito della stabilizzazione (a medio-lungo termine). l’Iran offre nuove possibilità a un mercato in espansione, in particolare per le imprese orientate a investimenti il loco (delocalizzazione, internazionalizzazione, impianto di nuove attività produttive e di trasformazione, ecc..), pur a fronte di un equilibrio politico interno non facilmente prevedibile (elezioni presidenziali e conseguenze per la politica estera). Il basso prezzo del petrolio è un limite alle capacità di spesa e investimento da parte dello repubblica islamica dell’Iran. Un fattore interessante è rappresentato dal ruolo che la Russia saprà ritagliarsi e dalle relazioni internazionali che la vedono coinvolta; con particolare riferimento al peso delle sanzioni economiche che colpiscono sì Mosca, ma anche tutti quei paesi a cui è stata imposta la chiusura di un mercato di grande interesse, e tra questi l’Italia). La Russia, affetta da collasso demografico, vede una sempre maggiore presenza cinese (migrazione stagionale, in particolare in Siberia), il che si traduce in interesse (legato anche agli idrocarburi, accordo trentennale). L’Africa rallenta, pur rimanendo un mercato interessante e capace di godere della spinta asiatica; si osservano performance economiche meno positive, ma rimane sempre un soggetto in grado di offrire interessanti opportunità: si può guardare con interesse ad Africa Sub-Sahariana, Tunisia, Marocco, Egitto (e questo nonostante alcuni indicatori sfavorevoli legati alla sicurezza). Alcuni mercati sono limitati a causa del crescente fenomeno del jihadismo e della fine del superciclo delle commodities. Prospettive di crescita previste in Etiopia, Kenya e Senegal. L’Asia pare oggi offrire maggiori opportunità (grazie alla crescita cinese). Per quanto riguarda la Cina, e la sua decelerazione, vale il principio “molti timori, ma poco panico”; ciò in conseguenza dell’aggiustamento strutturale in corso, di un maggiore peso dell’economia reale (switch dei consumi e revisione del welfare), delle politiche fiscali espansive e nonostante un aumento significativo del debito. Favorevoli i rapporti con la Russia. L’America latina, beneficiata dalla domanda di materie prime, è caratterizzata da maggiore mobilità sociale e crescita benché nel complesso sia cresciuta meno di quanto avrebbe potuto a causa di alcuni significativi problemi strutturali (poca produttività, capitale umano poco formato, lacci corporativi, clima economico sfavorevole, scarsi investimenti nell’innovazione). Un distinguo va fatto tra i paesi della costa atlantica (in recessione, maggiori problemi per Brasile, Venezuela e Argentina) e quelli della costa pacifica (Perù e Cile in particolare, in crescita e offerenti maggiori opportunità anche grazie ai mercati aperti); una situazione che coincide con il principio “Stati liberali” Vs “Democrazie populiste”.
5 anni fa
Guida al Temporary Management: il profilo del Temporary Manager
Quarto appuntamento con la serie di articoli dedicata al temporary management e al temporary manager che segue il capitolo introduttivo, prima tappa (“Chi è il Temporary Manager”), seconda tappa (“Cosa non è il Temporary Manager”) e terza tappa ("DNA del Temporary Manager").  Profilo del Temporary Manager Il Temporary Manager deve possedere e dimostrare nel suo percorso professionale almeno 15 anni di management, in posizioni di responsabilità, in aziende di medio-grandi dimensioni e 2-3 progetti di temporary management svolti con successo e di durata adeguata al progetto.Il Temporary Manager ha maturato nei progetti svolti e sperimentato una varietà significativa di ruoli nella funzione (esempio: responsabile commerciale, responsabile di marketing diretto e del trade, responsabile di gruppi di mercati), di contesti (multinazionali, aziende padronali, familiari con strutture organizzate, start up ecc) e di settori.Deve aver gestito cambiamenti e provare soddisfazione senza imbarazzo sapendo che nella nuova esperienza si dovrà attrezzare con perseveranza e forte motivazione. Dovrà incassare svariati “no” e saperli gestire in funzione degli obiettivi per dare continuità progettuale con diplomazia e fermezza.Deve comprendere subito i punti di forza dell'azienda, le risorse disponibili (check up) ed individuare come ottimizzare l'esistente, cosa cambiare e come intervenire nel tempo (SWOT).E' orientato concretamente alla soluzione e non al problema. Sfrutta l'ascolto attivo e decide con determinazione coinvolgendo le risorse in un lavoro di squadra.Comunica conoscenza, know how e metodo di lavoro per costruire un clima di collaborazione e rispetto.Avendo lavorato in ruoli, contesti e settori diversi, deve garantire confidenzialità, integrità ed eticità.L'indipendenza intellettuale del Temporary Manager è un importante valore di cui l'azienda e l'imprenditore debbono avvalersi per sfruttare appieno il valore aggiunto.E' un co-creatore della strategia che implementa e non un semplice esecutore. Esprime una leadership intesa come mix di autorità ed autorevolezza.Produce cambiamento con le risorse in azienda agendo con proattività e coinvolgimento. Le condizioni del successo per il cambiamento sono la continuità, apertura mentale e partecipazione diretta alla vita aziendale. Il Temporary Manager è il cambiamento che vuole vedere negli altri. DI seguito lo schema riassuntivo
5 anni fa
Incoterms: FCA meglio di EXW per il venditore?
Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle regole Incoterms ® 2010. Dopo il primo post a carattere introduttivo, il secondo ha avuto a oggetto la regola EXW. Nel presente articolo, affrontiamo la regola Incoterms ® FCA (Free Carrier/Franco Vettore). Con la regola Incoterms ® FCA (Free Carrier/Franco Vettore), il venditore ha due obblighi fondamentali: consegnare il bene al vettore o ad altro soggetto designato dal compratore;sdoganare il bene all’esportazione. Il rischio per perdita e danni del bene passa al compratore quando il venditore consegna il bene al vettore o ad altro soggetto designato dal compratore nel luogo di consegna concordato. Bisogna tuttavia tenere conto della seguente distinzione per individuare il momento della consegna: se il luogo di consegna è lo stabilimento del venditore, la consegna avviene nel momento in cui il bene è caricato sul mezzo di trasporto procurato dal compratore;se il luogo di consegna è qualunque altro, la consegna avviene quando il bene è reso disponibile al vettore, pronto per essere scaricato, sul mezzo di trasporto del venditore. Inoltre, è opportuno indicare nel modo più preciso possibile il punto specifico di consegna nell’ambito del luogo di consegna affinché sia chiaro dove avviene il trasferimento di responsabilità sul bene. Questa regola può essere applicata a qualunque tipo di trasporto. OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE Le principali obbligazioni in capo al venditore secondo la regola Incoterms ® FCA sono le seguenti: sostenere perdita, danni e spese inerenti il bene fino alla consegna;consegnare il bene entro la/alla data prevista;consegnare il bene nelle mani del vettore o di altro soggetto designato dal compratore;consegnare il bene nel punto preciso del luogo concordato;fornire prova dell’avvenuta consegna;sostenere le spese per le operazioni di controllo necessarie per la consegna del bene;informare il compratore dell’avvenuta consegna o dell’omesso ritiro da parte del vettore/altro soggetto;fornire la fattura commerciale;ottenere, a proprie spese, la licenza e ogni autorizzazione ufficiale per l’esportazione;compiere, a proprie spese, ogni formalità doganale per l’esportazione;sostenere le spese di ispezione per l’esportazione;curare l’imballaggio del bene. Il venditore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di trasporto. Tuttavia, su richiesta del compratore o se è d’uso, il venditore è tenuto a sottoscrivere un contratto di trasporto a rischio e spese del compratore. Il venditore non ha alcun obbligo di stipulare un contratto di assicurazione. OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE Le principali obbligazioni in capo al compratore secondo la regola Incoterms ® FCA sono le seguenti: prendere in consegna il bene nei modi e tempi pattuiti; sostenere rischi di perdita e danni del bene, nonché le spese, a partire dalla consegna;sostenere le spese conseguenti qualora: non designi il vettore/altro soggetto; non comunichi tale designazione; il vettore/altro soggetto non prenda in consegna il bene; pagare il prezzo del bene;fornire le informazioni necessarie per le formalità di esportazione;ottenere, a proprie spese, i documenti per l’importazione e per il trasporto in ogni altro paese;espletare, a proprie spese, le formalità doganali di importazione;stipulare il contratto di trasporto e sostenerne i costi;sostenere i costi per le ispezioni obbligatorie sul bene con l’eccezione di quelle per l’esportazione. Il compratore non ha alcun obbligo circa la sottoscrizione del contratto di assicurazione. CONSIDERAZIONI FINALI Apparentemente, la regola Incoterms ® FCA è più onerosa per il venditore rispetto alla regola Incoterms ® EXW in quanto grava quest’ultimo dell’attività e dei costi inerenti la consegna del bene al vettore e lo sdoganamento del bene all’esportazione. Tuttavia, proprio queste due caratteristiche permettono al venditore di avere un maggior controllo sull’operazione di vendita poiché: danno maggior certezza sulla destinazione extraterritoriale del bene ed evitare la concorrenza interna da parte del proprio cliente;permettono di ottenere subito la prova dell’avvenuta consegna al vettore, documento che spesso è prevista nelle lettere di credito quale condizione per l’ottenimento del pagamento dalla banca. Queste considerazioni, strettamente legate ai rischi nascosti evidenziati nel precedente blog post sulla regola Incoterms ® EXW, dovrebbero suggerire al venditore, in caso di vendite oltre confini doganali (i.e. extra-UE), di applicare la regola Incoterms ® FCA. Evidente è l’utilità di questa regola per il compratore che però non deve essere intesa solo in termini di costi trasferiti al venditore per le operazioni di esportazione ma, piuttosto, con riferimento all’operatività stessa: spesso il compratore non è nelle condizioni o non ha le competenze per gestire la fase di esportazione; demandare tale attività al venditore rende l’intera compravendita internazionale più efficiente e profittevole per entrambe le parti. Avete esperienze con la regola Incoterms ® FCA? Vi aspetto tra due settimane per l’articolo dedicato alla regola Incoterms ® CPT. Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione delle imprese, operazioni societarie e start-up innovative.