3 anni fa
ICO: tipologia di token e profili regolamentari
Le Initial Coin Offerings (ICO), il cui nome deriva da Initial Public Offerings, consistono nella emissione di una nuova criptovaluta (un token solitamente conforme agli standard ERC-20 di Ethereum) ceduta in cambio di criptovaluta già esistente (solitamente Bitcoin ed Ether) o valuta corrente (fiat); nella quasi totalità dei casi, tale cessione avviene tramite la piattaforma blockchain Ethereum ed è gestita tramite uno smart contract. L'Avv. Battaglini approfondisce l'argomento sulla piattaforma 4cLegal alla luce delle prime linee guida esistenti. Cliccate su questo link.
3 anni fa
Convegno – LegalTech: cosa sta cambiando per imprese e avvocati
[Evento] Il 21 novembre 2017 si terrà, in Torino presso la Fondazione Camis De Fonseca (Via Pietro Micca n. 15), l'evento dal titolo LegalTech: cosa sta cambiando per imprese e avvocati organizzato da AGICONSUL (Associazione Giuristi e Consulenti Legali) e Legal Hackers Torino in collaborazione con 4cLegal, Lexgram e Bocconi Alumni Association. I relatori della tavola rotonda saranno: Avv. Raffaele Battaglini (Battaglini-De Sabato Law Firm, Legal Hackers Torino e AGICONSUL)Avv. Alessandro Renna (Founder e CEO 4cLegal)Dottor Alessandro Palombo (co-fondatore di Lexgram)Avv. Pietro Calorio (Consulente ICT e Data Protection)Avv. Riccardo de Caria (Legal Hackers Torino e AGICONSUL)
4 anni fa
Convegno sul beauty contest digitale
[Evento] Il 7 novembre 2017 si terrà, in Torino, Via Davide Bertolotti n. 7, presso Terrazza Solferino l'evento dal titolo La selezione del professionista esterno: spunti per il giurista d'impresa alla luce del c.d. "beauty contest digitale" organizzato dalla start-up legaltech 4cLegal in collaborazione con AIGI - Associazione Italiana Giuristi di Impresa. I relatori della tavola rotonda saranno: Avv. Nemio Passalacqua, Responsabile Territoriale AIGI PiemonteAvv. Fabio Cangiano, General Counsel SPIG Italia S.p.A.Avv. Alessandro Renna, Founder e CEO 4cLegalAvv. Andrea Montanari, Socio AIGI e General Counsel Fata Logistic System S.p.A.Avv. Raffaele Battaglini, Founder di Battaglini – De Sabato Law Firm Per maggiori informazioni, cliccare questo link.
4 anni fa
Come si apre un portale di equity crowdfunding?
Il sistema di equity crowdfunding è stato introdotto in Italia nel 2013 ed è disciplinato da un apposito Regolamento CONSOB. L’Italia è stato il primo Paese europeo a essersi dotato di una disciplina dedicata. Questo sistema di reperimento di capitale di rischio ha avuto un inizio lento, ma ha visto un interessante sviluppo, in termini percentuali, nel 2016 come ben espresso in questa infografica. E sembra che il 2017 porterà nuova linfa. Equity crowdfunding: il perché della crescita Il motivo principale di questa ascesa è l’ampliarsi dei soggetti che possono sfruttare il sistema di equity crowdfunding. Inizialmente, lo equity crowdfunding era aperto solo alle start-up innovative. In un momento successivo è stato allargato anche alle PMI Innovative, nonché a OICR e a società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative e in PMI Innovative. A seguito di un intervento normativo di fine 2016, oggi tutte le PMI possono sfruttare i portali di equity crowdfunding per raccogliere capitale di rischio. E questo porterà nuovo slancio nel 2017 con un sicuro aumento delle società che useranno le piattaforme di equity crowdfunding per reperire nuovo capitale. Date queste premesse, potrebbero nascere nuovi portali online che si aggiungeranno ai circa venti autorizzati già esistenti. Quindi ho pensato di raccogliere in un unico post caratteristiche, modalità e requisiti stabiliti nel TUF e nel Regolamento CONSOB per ottenere l’autorizzazione ad aprire e a gestire un portale di equity crowdfunding. Caratteristiche del gestore di un portale di equity crowdfunding Possono diventare gestori di un portale di equity crowdfunding solo: le imprese di investimento; le banche autorizzate ai relativi servizi di investimento; i soggetti iscritti in un apposito registro tenuto dalla CONSOB a condizione che gli ordini di investimento siano trasmessi a imprese di investimento e banche. Il soggetto che intende ottenere l’autorizzazione e l’iscrizione nel registro deve: essere una società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata o società cooperativa;avere sede legale e amministrativa o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione in Italia. Modalità di richiesta dell’autorizzazione Per ottenere l’autorizzazione ad aprire un portale online di equity crowdfunding bisogna depositare presso CONSOB una domanda di iscrizione e una relazione sull’attività di impresa e sulla struttura organizzativa. La domanda di iscrizione, oltre a indicare i dati societari del richiedente, deve essere corredata da: elenco dei soggetti che, direttamente o indirettamente, ne detengono una partecipazione di controllo;elenco dei soggetti che ricoprono ruoli di amministrazione, direzione e controllo;documentazione (quali autocertificazioni o verbali di CdA) che attesti il possesso dei requisiti di onorabilità in capo a tali persone. La relazione sull’attività di impresa e sulla struttura organizzativa deve indicare: modalità per la selezione delle offerte da inserire sul portale, incluso eventuale esternalizzazione di tale attività;modalità per verificare che l’investitore abbia le competenze adeguate per investire sul portale;se intende fornire aggiornamenti periodici sull’andamento degli investimenti; descrizione della struttura di gestione e delle deleghe interne;piano di assunzioni;sistemi per gestire gli ordini di investimento e descrizione della relativa piattaforma informatica;politiche su conflitto di interessi, frodi e privacy;se il gestore selezioni offerte su incarico di altri portali;commissioni per i servizi offerti. Il procedimento dura 60 giorni lavorativi. I requisiti per ottenere l’autorizzazione I soci che, direttamente o indirettamente, detengono il controllo del gestore del portale di equity crowdfunding devono soddisfare dei requisiti di onorabilità quali l’assenza di condanne per taluni tipi di reati. Bisogna tenere a mente che, per “controllo”, si intende la possibilità di disporre, direttamente o indirettamente, della maggioranza dei voti in assemblea ordinaria o di un numero di voti tali da poter esercitare una influenza dominante in assemblea ordinaria. Se non vi è alcun soggetto che soddisfi tale condizione, allora si fa riferimento a tutti i soci che detengono almeno il 20% del capitale sociale. Se il soggetto di controllo è un ente giuridico, i requisiti di onorabilità devono essere valutati con riferimento agli amministratori e ai direttori generali di tali enti, nonché ai soci persone fisiche che controllano tali enti. Inoltre, le persone fisiche che hanno funzioni di amministrazione direzione e controllo del gestore devono soddisfare, oltre ai requisiti di onorabilità previsti per i soci di controllo, ulteriori requisiti di professionalità a dimostrazione di possedere adeguate capacità per gestire un portale di equity crowdfunding. Perdita dell’autorizzazione Il gestore perde l’autorizzazione a seguito di: perdita dei requisiti per l’iscrizione;radiazione per gravi violazioni (ad esempio non comunichi il recesso esercitato da un investitore);mancato inizio dell’attività entro sei mesi dall’ottenimento dell’autorizzazione;mancato ripristino dei requisiti di onorabilità entro due mesi. ****** E voi avete intenzione di sfruttare i portali di equity crowdfunding per reperire capitale o effettuare investimenti? Sull’Autore: Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione e di innovazione delle imprese.
5 anni fa
Stampa 3D: un cambio di paradigma
Come molti di voi sanno, il 4 ottobre si è tenuto l’evento #LegalHack: Stampa 3D organizzato da Torino Legal Hackers, il primo capitolo italiano della community globale Legal Hackers, in collaborazione con Talent Garden Torino. È stata un’occasione di approfondimento tra imprenditori, startuppers, innovatori e giuristi che, in un clima informale, hanno coinvolto la platea per discutere degli impatti che sta avendo, e che avrà ancora di più in futuro, la Stampa 3D a livello B2B e B2C. Ma un concetto, su tutti, ha accomunato i punti di vista dei relatori, tra cui gli imprenditori Alberto Barberis di Protocube Reply e Marco Zappia di 3doers: la Stampa 3D è una tecnologia che comporta un “cambio di paradigma”. E ciò è vero su molteplici piani. Ma partiamo dalle basi. Cosa è la stampa 3D? Il termine Stampa 3D indica la produzione di beni tridimensionali, rappresentati da file digitali 3D, attraverso la manifattura additiva. La manifattura additiva, in opposizione alla produzione sottrattiva, avviene attraverso la sovrapposizione di strati di materiale. Esempi di manifattura additiva sono la modellazione a deposizione fusa (basata su bobine di filamenti di plastica o di metallo) o la sinterizzazione laser (che sfrutta materiale in polvere). Peculiarità della manifattura additiva sono: la possibilità di creare forme geometriche complesse altrimenti non realizzabili;usare meno materiale mantenendo inalterata resistenza e funzionalità dei prodotti.  Tra il 2010 e il 2015 sono scaduti i brevetti inerenti le tecnologie alla base della Stampa 3D e questo ha portato un incremento della concorrenza nel settore della produzione delle stampanti 3D e un decremento dei costi, soprattutto nel settore delle stampanti non ad applicazione industriale con la conseguente esplosione del fenomeno dei makers. Cambio di paradigma: industriale La Stampa 3D può semplificare il processo produttivo sotto due aspetti. A livello di processo, si possono progettare i prodotti con software di modellazione 3D. I file, opportunamente renderizzati, possono essere tradotti in immagini realistiche in sostituzione dei prototipi per gli shooting fotografici. Di conseguenza, la creazione delle pubblicità e dei depliant diventa molto più rapida e meno costosa in quanto non serve (i) produrre il bene e (ii) ingaggiare un fotografo. A livello produttivo, è possibile fabbricare i prototipi o i mock-up in un paio di giorni, e non in qualche mese, con significative riduzioni, impensabili fino a qualche anno fa, di tempi e di costi. Similmente, la produzione di serie limitate o componenti non standard può avvenire a costi e tempi inferiori rispetto a dover creare e acquistare uno stampo apposito. La difficoltà è far comprendere agli imprenditori i reali benefici della Stampa 3D e, a tal proposito, i relatori hanno voluto sfatare alcuni miti precisando che: le stampanti 3D, almeno per il momento, non possono sostituire integralmente l’intera catena di montaggio;la Stampa 3D non permette di produrre qualunque cosa, ma dipende dal tipo di materiale e dai volumi;la modellazione dei file digitali 3D e la produzione 3D richiede competenze tecniche di alto profilo e un’adeguata formazione. Cambio di paradigma: modello di business In un prossimo futuro, quando i negozi di Stampa 3D dedicati ai consumatori saranno più diffusi e più persone possiederanno una stampante 3D in casa, alcune imprese potranno passare dalla vendita di beni alla vendita di file, trasferendo al compratore l’onere della produzione. Ciò significa saltare tutta la filiera di vendita rappresentata da produttore, trasportatore, distributore e rivenditore con i relativi rincari di prezzo. Il principale svantaggio legato a questo modello di business è la incertezza della qualità dei prodotti. Come accennato, stampare in 3D richiede competenze specifiche e l’esito finale della stampa tridimensionale dipende da molti fattori quali (i) tipo di stampante, (ii) qualità del materiale e (iii) esperienza nell’uso della stampante (corretto posizionamento della piattaforma di stampa e temperatura interna). Per cui il medesimo file 3D può dare luogo a prodotti finali con sensibili differenze gli uni rispetto agli altri. Cambio di paradigma: proprietà intellettuale e responsabilità Nei rapporti B2B, dove sono coinvolti l’impresa che offre soluzioni industriali di Stampa 3D, i designers e le imprese produttrici, la proprietà intellettuale e lo scambio di informazioni sono tutelati con contratti di confidenzialità che spesso includono una clausola penale che quantifica in via anticipata il danno in caso di inadempimento. Ma, essendo la Stampa 3D basata su file digitali, è bene tenere presente che i contratti di confidenzialità offrono una tutela obbligatoria, ossia non è possibile obbligare il soggetto inadempiente a pagare la penale. Bisogna ottenere un provvedimento da un giudice e instaurare una esecuzione forzata che può avere risultati piuttosto scarsi. Proprio perché parliamo di un mondo digitale, le soluzioni contrattuali devono anch’esse basarsi su strumenti tecnologici in modo da passare da un modello di rapporti basato sulla fiducia a un modello trustless, per esempio sfruttando gli smart contracts (e la relativa piattaforma blockchain) o strumenti di digital rights management quali algoritmi che, inclusi nel file di modellazione 3D, permettono un numero predeterminato di stampe. Nei rapporti B2C, il nodo fondamentale è la responsabilità in caso di difetti del prodotto stampato, soprattutto in una situazione in cui potrebbe essere complesso dimostrare l’errore. Errore del file di modellazione 3D? Difetto della stampante 3D? Errore in fase di stampa? E ancora, in un mondo futuro in cui ciascuno di noi potrà possedere una stampante 3D, modellare un file 3D con strumenti di grafica semplificati e scaricare file 3D da piattaforme online o P2P come Thingiverse e Shapeways, esisterà ancora la dicotomia produttore/consumatore? O i ruoli saranno mescolati e confusi? Questi quesiti risultano particolarmente pressanti se si pensa che questo mondo futuro, in parte, esiste già adesso. Lato proprietà intellettuale, i brevetti e i disegni industriali sono le forme di privativa più esposte alla violazione con la diffusione della Stampa 3D. Si stanno diffondendo i timori e la diffidenza dell’epoca della condivisione di musica e film, resi emblematici dai casi Napster, Kazaa ed Emule. Consci di queste esperienze, è possibile che saranno applicate sanzioni ai soggetti intermediari (ossia coloro i quali facilitano lo scambio di file di modellazione 3D in violazione della proprietà intellettuale dei titolari) e tasse sugli strumenti che permettono di stampare in 3d (come oggi avviene per hard disk, CD e DVD). In tale contesto, lo strumento del segreto industriale, se coadiuvato da sistemi di autotutela trustless, potrebbe essere sostitutivo delle protezioni conferite dai brevetti e dal disegno industriale. Cambio di paradigma: conclusioni La Stampa 3D porta effettivamente con sé un cambio di paradigma, ma molto più profondo di quanto non possa emergere dal breve resoconto qui sopra. Non una rivoluzione dei soli modi di creare, di produrre, di vendere e di condividere i beni. Non un impatto meramente produttivo e imprenditoriale. Si tratta di rivoluzione economico-sociale e tecnico-scientifica. Basti pensare ai progetti della NASA di stampare in 3D cibo per gli astronauti e componenti di ricambio direttamente sulle stazioni spaziali al fine di favorire i viaggi nello spazio verso mete più lontane. O, senza dover andare nel cosmo, provate a guardare l’intervento del Dottor Anthony Atala al TED Long Beach California del marzo 2011 che, racconta di come ha prodotto con una stampante 3D, insieme alla sua equipe medica, il prototipo di un fegato umano per un trapianto. Circostanza fortunatamente diventata realtà nel 2016 per una bimba di 3 anni. Un vero cambio di paradigma. Sull'Autore: Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione e di innovazione delle imprese.