TFA (Trade Facilitation Agreement): il nuovo trattato WTO sul commercio internazionale

TFA (Trade Facilitation Agreement): il nuovo trattato WTO sul commercio internazionale

Dopo un percorso di quasi quattro anni, il 22 febbraio 2017 è entrato in vigore il Trade Facilitation Agreement noto come TFA (qui per scaricare): “il più grande accordo mai raggiunto nella storia del WTO” secondo le parole di Roberto Azevedo, Direttore-Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade OrganisationWTO).

Storia

In occasione della Conferenza di Bali del dicembre 2013 del WTO, i ministri hanno concordato il testo del TFA.

Il 27 novembre 2014, i Paesi del WTO hanno adottato il relativo protocollo e, contestualmente, è entrato in funzione il TFA Facility, organismo costituito dal WTO per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad implementare il TFA.

Il 22 febbraio 2017, dopo la ratifica da parte dei due terzi dei Paesi WTO, il TFA è entrato in vigore nei Paesi elencati qui. L’Unione Europea, con effetto per i Paesi UE, ha ratificato il trattato il 5 ottobre 2015.

Finalità e contenuti

Il TFA ha lo scopo di rendere più veloci e meno costosi la movimentazione, il trasporto e la consegna dei beni nel commercio internazionale.

Per fare ciò, il TFA interviene sui passaggi doganali alle frontiere introducendo previsioni volte a:

  • rendere facilmente disponibili in Internet per ogni Paese le procedure (inclusi normativa, tempi e costi) inerenti importazione ed esportazione dei beni;
  • semplificare e standardizzare i controlli doganali;
  • favorire la cooperazione tra dogane e tra imprese e dogane.

IL TFA è strutturato in tre sezioni.

Sezione I:

  • disposizioni per velocizzare le operazioni doganali (ad esempio semplificazioni procedure esistenti, introduzione di procedure standard internazionali, liberazione dei beni prima della determinazione di costi e tasse doganali);
  • disposizioni per la cooperazione tra dogane;
  • disposizioni per la cooperazione tra dogana e imprese (particolarmente interessante lo strumento del “advance ruling”).

Sezione II: disposizioni inerenti le modalità e le tempistiche di implementazione del TFA nei Paesi in via di sviluppo.

Sezione III: costituzione di un Comitato permanente presso il WTO e in ogni Paese membro per il monitoraggio dell’implementazione e degli effetti del TFA.

Impatti

IL WTO ha prodotto un fact sheet da cui emergono i seguenti dati:

  • 14,3% di riduzione media globale dei costi con Paesi africani e in via di sviluppo;
  • 47% di riduzione media del tempo per importazione;
  • 91% di riduzione media del tempo per esportazione;
  • 2,7% di crescita annua globale export;
  • 0,5% crescita annua PIL globale.

Secondo il WTO, i Paesi in via di sviluppo beneficeranno in media di più dei Paesi sviluppati.

Sull’Autore: Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) si occupa di internazionalizzazione e di innovazione delle imprese.