Temporary Export Manager: vietato improvvisare

Temporary Export Manager: vietato improvvisare

In questo blog, ho già illustrato cosa è il Temporary Manager, le sue caratteristiche fondamentali e quando inserirlo in azienda. Con il post di oggi, inizio una serie di tre articoli che approfondisce la figura del Temporary Export Manager.

Temporary Export Manager: complessità che non permette improvvisazione

Il processo di espansione delle aziende all’estero è certamente legato a fattori esterni alle aziende difficilmente controllabili anche con un’attenta pianificazione.

Tra questi pongo l’attenzione su due aspetti che, nel recente sviluppo dell’economia, hanno assunto un peso rilevante e contribuito a rendere più difficile e complesso l’approccio ai mercati:

  • il rischio geopolitico: il minor interventismo delle grandi potenze ha accentuato l’instabilità a livello globale;
  • l’aumento dell’interscambio commerciale tra paesi emergenti (Sud-Sud) ad alta crescita senza l’intermediazione occidentale ha creato nuovi mercati e prodotti (es: microcredito), lo “tsunami digitale” ha portato necessariamente a nuovi modelli di business in un contesto di mercati volatili, incerti, complessi e ambigui dove ci sono molti dati ma poche informazioni utili al processo decisionale che deve avvalersi di tecnologie (Big Data) e competenze (crap detector). Il ciclo di vita si è accorciato così come il vantaggio competitivo sostenibile.

Tutto ciò porta le aziende  a confrontarsi con un’inaspettata complessità di selezione e gestione dei canali e  con la reazione del mercato e della concorrenza.

Per ovviare alle difficoltà di questo mercato interconnesso sono sorte molteplici opzioni innovative: tecnologie e processi  (Internet of Everything, Industry 4.0) tecniche gestionali ed organizzative  (modelli di e-leadership, lean management), revisioni dell’approccio al mercato e del ciclo attivo (marketing one to one e relazionale) rivoluzionando fortemente gli approcci tradizionali diventati obsoleti.

L’obiettivo è quello di rispondere alle esigenze dei mercati e dei clienti e soddisfare i bisogni della sofisticata  piramide del valore: funzionalità, emozionalità, auto-realizzazione, impatto sociale. Si stanno affermando nuovi modelli economici eco sostenibili (sharing economy) per gestire la nuova economia a crescita ridotta, le crisi di varia natura che sempre più si manifestano nei mercati internazionali.

L’insieme di questi strumenti, tecnologie e nuovi approcci è in fase di adozione in alcune realtà multinazionali. Risulta più difficile introdurre efficacemente l’innovazione nelle PMI per ragioni culturali e di competenze interne.

La spinta al cambiamento è pervasiva e il tempo diventa una variabile critica per eseguire il turnaround. Per espandersi nei mercati esteri non è sufficiente affidarsi a eventi o relazioni spot (contatti privilegiati, opportunità puntuali), ma è imperativo attrezzarsi per il cambiamento ed affidarsi a professionisti come il Temporary Export Manager che può gestire iniziative selezionate in un contesto strategico definito e su misura per la PMI.

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