Droni: normativa e regolamentazione attuale e futura

Droni: normativa e regolamentazione attuale e futura

Seconda e ultima parte del resoconto relativo all’evento #LegalHack: Drones organizzato da Torino Legal Hackers. Qui la prima parte.

Dopo aver parlato dei settori di applicazione dei droni, dei numeri del mercato e degli impatti privacy, in questo post parliamo di normativa e regolamentazione.

I Regolamenti vigenti

La attuale normativa sull’uso dei droni si basa su due testi:

Il Regolamento Basico disciplina il settore dell’aviazione civile in generale e, in particolare, l’uso dei droni con massa operativa al decollo superiore a 150 kg.

Le Autorità aeronautiche civili nazionali sono chiamate a disciplinare i droni con peso inferiore a tale soglia e l’ENAC è stata una delle prime autorità nazionali a intervenire nel settore.

Il Regolamento ENAC

Dall’esame del Regolamento ENAC, modificato da ultimo il 22 dicembre 2016 (in data successiva all’evento), emergono una forte burocratizzazione delle procedure per ottenere il patentino per pilotare i droni per finalità non ricreative e numerosi limiti all’uso dei droni, soprattutto con riferimento alle aree urbane.

Queste procedure e limiti creano vincoli allo sviluppo del settore in ItaliaPer meglio coglierli, bisogna prima precisare che il Regolamento ENAC:

  • suddivide droni per massa operativa al decollo (ossia il peso al momento del decollo):  fino a 300 gr, fino a 2 kg, fino a 25 kg. e fino a 150 kg;
  • distingue due tipi di attività: operazioni critiche e operazioni non critiche;
  • individua tre tipologie di interventi in base alla visibilità: VLOS, BVLOS e EVLOS.

La combinazione di questi tre fattori (peso, attività e visibilità) determina limiti e precauzioni nell’uso dei droni.

Il Regolamento ENAC si applica a tutte le “operazioni specializzate”, intendendosi con esse i servizi resi con droni a titolo oneroso o gratuito. In sostanza, ogni attività non ricreativa effettuata con un drone rientra nel Regolamento ENAC.

E, quindi, è soggetta a tutte le norme, ivi inclusa la disposizione di cui all’art. 7, comma terzo, secondo cui pilota e committente sono tenuti a sottoscrivere un apposito contratto che disciplina il servizio reso.

Aspetti critici del Regolamento ENAC

Nel dicembre 2015, l’ENAC ha introdotto l’obbligo del paraelica per i droni con peso inferiore ai 300 gr. Questo intervento ha creato significativi problemi per tutti quei droni che erano stati progettati per pesare meno di 300 gr. con videocamera equipaggiata poiché, nei microdroni, ogni grammo è prezioso e i produttori hanno dovuto rivedere tutti i relativi progetti con gravi impatti imprenditoriali.  

Altro tema molto sensibile è il divieto assoluto di sorvolo di assembramenti di persone, sia all’aperto sia al chiuso, qualora queste persone non abbiano prestato un espresso consenso. In sostanza, al di fuori del mondo del cinema, non è possibile sorvolare gruppi di persone in occasione di cortei, di concerti o di eventi pubblici.

Il sorvolo di aree urbane è possibile solo per quei piloti muniti di patentino per aree critiche, licenza particolarmente difficile da ottenere che include anche una sorta di certificazione dei droni che già sono legalmente commercializzati.

Normativa: uno sguardo al futuro

Questa infografica esprime in modo efficace come la Commissione Europea intende disciplinare nel prossimo futuro il fenomeno dei droni nella Unione Europea modificando completamente l’approccio al momento usato dal Regolamento Basico e dal Regolamento ENAC, e andando così incontro alle esigenze espresse nella Dichiarazione di Riga del 6 marzo 2015.

Il Regolamento Basico disciplina l’aviazione civile “classica”, ossia aerei di linea, voli privati e servizi a terra. Ma in futuro dovrà disciplinare anche il mondo dei droni. Pertanto, non solo il volo dei droni a se stante, ma anche i settori di relativa applicazione quali ispezioni aeree, ispezioni di strutture energetiche, esplorazioni di siti industriali, agricoltura di precisione.

Inoltre, le nuove norme dovranno valutare le applicazioni dei droni in considerazione dell’altitudine e della eterogeneità degli stessi quanto a peso, dimensioni e finalità. Per cui dovranno essere presi in considerazione i droni piccoli a bassa quota (sotto i 150 m.) per il mondo cinematografico, ispettivo, logistico e agricolo, nonché i droni di grandi dimensioni per il settore telecomunicazioni ad altitudini superiore a quelle dei voli di linea (20.000 m.).

Infine, le regole di sicurezza attuali dovranno considerare le applicazioni a bassissimo rischio dei droni piccoli (finalità ricreative o fotografiche, cinematografiche o industriali) con regole molto flessibili.

I nuovi regolamenti europei in discussione

La Commissione Europea  ha diffuso la bozza di discussione del nuovo regolamento europeo in tema di aviazione civile che andrà a sostituire il Regolamento Basico e a fornire una normativa dedicata ai droni a prescindere dal peso (la “Bozza”). Parallelamente, l’EASA ha circolarizzato la bozza di regolamento di attuazione che sostituirà le regolamentazioni nazionali (il “Prototype”).

Infatti, la Commissione Europea si è resa conto che lasciare alle Autorità nazionali il compito di disciplinare l’uso dei droni al di sotto dei 150 kg. comporta il rischio della creazione di tanti mercati locali indipendenti con ripercussioni negative sullo sfruttamento imprenditoriale comunitario del fenomeno droni.

Un quadro regolamentare unitario a livello di Unione Europea ha dunque il preciso scopo di favorire la nascita del mercato unico dei droni e di far sviluppare nei Paesi della Unione Europea questo fondamentale settore a scopo civile e industriale.

Il nuovo corso regolamentare attuerà un sistema di regole basato sui rischi e sulle prestazioni affinché, come espresso nella Bozza, vi sia “un approccio più proporzionato e flessibile alla regolamentazione della sicurezza e l’eliminazione delle regole che possono soffocare l’imprenditorialità mediante obblighi troppo restrittivi”.

Il metodo basato su prestazioni e rischi è evidente nel Prototype che, superando il concetto di peso del drone, identifica tre categorie di attività che determinano i vincoli nell’uso dei droni:

  • open: categoria a basso rischio, non servono autorizzazioni;
  • specific: categoria a rischio intermedio, servono autorizzazioni;
  • certified: categoria ad alto rischio, servono drone, pilota e operatore certificati.

Droni: innovazione che merita una normativa adeguata

I droni rappresentano una opportunità economica e imprenditoriale di entità particolarmente ampia, soprattutto se si considera l’eterogeneità delle possibili applicazioni.

La normativa attuale, italiana ed europea, è inadeguata all’effettivo sviluppo di questo mercato in costante crescita e in un contesto di corretta risposta alle domande di tutela da parte dei cittadini su sicurezza e privacy.

La Commissione Europea ha dimostrato di aver compreso le numerose sfaccettature, economiche e sociali, dell’uso dei droni e la nuova normativa europea in discussione pone le basi fondamentali per il giusto sviluppo di questa dirompente e versatile innovazione.

Sull’Autore: Raffaele Battaglini (LLM. presso The University of Edinburgh) è un avvocato esperto di internazionalizzazione e di innovazione delle imprese.

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