Direttiva UE su tutela know-how e segreti commerciali

Direttiva UE su tutela know-how e segreti commerciali

Ad oggi, non in tutti i Paesi UE esiste una tutela specifica a protezione del know-how e dei segreti commerciali e, in ogni caso, le normative già esistenti sono tra loro differenti. Secondo la Commissione Europea un’impresa su cinque subisce il furto di segreti commerciali.

La recente Direttiva 8 giugno 2016, n. 2016/943 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, L 157, 15 giugno 2016) porrà rimedio a tale diversificazione di strumenti legali a tutela dei propri assets immateriali, veri e propri vantaggi competitivi da proteggere.

La Direttiva, infatti, ha come obiettivo primario la creazione di un sistema legislativo uniforme che tuteli le imprese dal furto dei segreti commerciali, ottenendo giustizia e il relativo risarcimento per il danno subito.

La tutela dei segreti commerciali secondo la Direttiva UE

Secondo il testo approvato, per “segreti commerciali” si intendono informazioni che:
a) siano segrete: non devono essere, nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi, generalmente note o facilmente accessibili a persone che normalmente si occupano del tipo di informazioni in questione;
b) abbiano valore commerciale in quanto segrete;
c) siano state sottoposte a misure idonee per mantenerle segrete, entro limiti ragionevoli a seconda delle circostanze.

Il furto di informazioni segrete si configura se avviene senza l’autorizzazione dell’impresa tramite l’accesso, l’appropriazione o la copia di documenti, oggetti, materiali, sostanze o file elettronici, oppure con qualsiasi altra condotta contraria alle leali pratiche commerciali.

L’uso o la divulgazione di segreti commerciali sono illeciti se eseguiti da chi:
a) ha acquisito le informazioni segrete illecitamente;
b) viola un accordo di riservatezza;
c) viola un obbligo contrattuale o di altra natura che impone limiti all’utilizzo dei segreti commerciali;
d) sa, o dovrebbe sapere, che i segreti commerciali sono stati ottenuti illecitamente da un terzo.

Inoltre anche la produzione, l’importazione, l’esportazione e la vendita di prodotti che violano i segreti commerciali sono illeciti.

Nello svolgersi della procedura giudiziaria dovrà essere garantita la tutela della riservatezza dei segreti commerciali stessi e ogni Stato membro dovrà rendere disponibili una serie di misure che permettano alle imprese di contrastare con efficacia e rapidità, anche durante l’iter giudiziale, i danni derivanti dal furto dei segreti commerciali (es. misure provvisorie e cautelari).

Per quanto riguarda il risarcimento del danno, secondo la Direttiva, lo stesso dovrà essere calcolato non solo in base alle conseguenze economiche (i mancati profitti della parte lesa e i profitti realizzati illecitamente dall’autore della violazione), ma anche tenendo conto di fattori non strettamente economici come, ad esempio, il danno reputazionale.

I Paesi UE avranno due anni di tempo a partire dalla data di pubblicazione della nuova direttiva per adeguare le norme nazionali sulla protezione dei segreti commerciali alla nuova direttiva UE.

E in Italia?

In Italia, i segreti commerciali sono attualmente tutelati dal Codice della Proprietà Industriale in vigore dal 2005 e la divulgazione di informazioni segrete è punita anche dalle norme sulla concorrenza sleale del Codice Penale.

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